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Quale protocollo di routing useresti?

News inserita il 11/01/2011

Quale protocollo di routing useresti?
Quale protocollo di routing useresti? Quale secondo te è migliore? Esiste un protocollo, in termini assoluti, migliore di tutti gli altri? Esite un protocollo utilizzabile in qualsiasi circostanza? Pensi che, in  specifiche topologie di rete, un protocollo sia indicato più di altri? Quali fattori prenderesti in considerazione per migrare a un altro protocollo di routing? Hai valutato i costi del rimanere con il protocollo in uso e non prendere in considerazione una migrazione?
 
Non appena iniziano a esserci problemi con il protocollo di routing che normalmente si utilizza, si è spesso tentati di passare a un altro protocollo. Ecco sorgere le domande sopra esposte e molte altre. Cosa intendi per "migliore"? Alcuni protocolli sono più semplici da configurare, altri, sono più flessibili. A cosa sei interessato? Hai mai preso in considerazione due aspetti importanti dei protocolli di routing quali la semplicità di troubleshooting e il tempo di convergenza.

Semplicità di troubleshooting

Quanto tempo ti serve per individuare e risolvere il problema, quando la rete si ferma? La componente spesso dimenticata quando si considera l'affidabilità di una rete è la semplicità di troubleshooting. Un ruolo importante nell'analisi dei problemi è dato dalla facilità con cui si riesce a gestire la rete. E se è difficile avere un'idea precisa di come la rete dovrebbe essere o comportarsi, disporrai sempre di un'immagine datata e non troppo aderente alla realtà su cui baserai la tua analisi risultando inevitabilmente più lunga e complessa. Di pari importanza sono gli strumenti (debug, show, ecc...) che si hanno a disposizione per il troubleshooting, ma questi variano a seconda dell'implementazione del protocollo.

Tempo di convergenza

Quale protocollo converge più velocemente? La realtà è che tutti i protocolli di routing possono convergere lentamente o velocemente, dal momento che dipendono da una varietà di fattori strettamente legati al disegno di rete (senza considerare l'hardware, il tipo di collegamenti e altre variabili che giocano, nella velocità di convergenza, un ruolo diverso a seconda del protocollo considerato). La presenza di feasible successor per EIGRP, l'utilizzo di timers molto bassi per protocolli link-state, la complessità dell'albero SPF o il fatto che le operazioni siano inter-area piuttosto che intra-area sono elementi del network design che hanno un forte impatto sul tempo di convergenza, più del protocollo in sé. Comprendi allora come il tempo di convergenza sarà tanto migliore quanto più il disegno di rete sarà basato sui punti di forza del protocollo?

Disegno di rete

Quale Network Design sfrutta i punti di forza di un dato protocollo? A fronte dei numerosi modi per disegnare una rete (due o tre strati, routed-access o switched-access, etc) consideriamo gli specifici modelli di topologia di rete:
  • Hub and Spoke
  • Full Mesh

Topologie Hub and Spoke

I Network Design di tipo Hub and Spoke tendono ad essere relativamente semplici in teoria, ma molto più difficili nell'implementazione. Il grande problema consiste nella loro scalabilità. L'aspetto focale è la capacità del protocollo di routing di mantenere una moltitudine di  vicini (neighbor) e convergere, a fronte di grossi eventi, in un accettabile lasso di tempo.
Quando consideriamo reti in cui un sono presenti un gran numero di siti remoti, si rende necessario utilizzare speciali tecniche per rendere scalabile il numero di siti remoti connessi a una singola coppia di hub routers. Nei protocolli link-state si possono mettere i router dei siti remoti in una o più aree stub: in questo caso, il disegno diventa un bilanciamento tra il numero di aree che i router hub devono gestire e la quantità di informazione che bisogna inviare sui collegamenti verso i siti remoti (flooding).

Il fattore principale da prendere in considerazione nel tempo di convergenza dell'EIGRP, invece, è il numero di query che un hub router deve generare ogni volta che avviene un cambiamento nella rete. Sommarizzazione, filtri e configurazione dei router remoti come stub ne incrementano in modo notevole la scalabilità. Nelle topologie Hub and Spoke, quindi, EIGRP risulta più adatto dei protocolli link-state: lo si può trovare su reti aventi oltre 400 siti remoti, mentre la controparte si ferma al massimo intorno ai 200 siti, pur su collegamenti con maggiore banda.

Topologie Full Mesh

Nelle reti di tipo Full Mesh i protocolli link-state risultano altamente scalabili, specialmente se si ricorre a tecniche di riduzione del flooding, cosa che con EIGRP non è possibile: fintanto che il numero di router è ridotto, non si avverte differenza tra i diversi protocolli, quando tuttavia il numero di router inizia a crescere, le particolari tecniche offerte dai protocolli link-state fanno la differenza. Fintanto che il disegno di rete non porta al limite le capacità di un protocollo di routing, indipendentemente dalla topologia, qualsiasi protocollo di routing può andare bene; se invece nella rete è predominante una specifica topologia come hub and spoke oppure full-mesh, ha senso allora scegliere un protocollo specifico per quel tipo di disegno.

Conclusioni

Ad ogni modo, la decisione finale su quale protocollo di routing sia migliore verte, oltre a elementi quali tempo di convergenza, topologia predominante, scalabilità e gestione, anche su fattori non tecnici. Ad esempio, se si decidesse di cambiare protocollo di routing, quale sarebbe il costo nel lungo termine? Quali sarebbero i costi di formazione, revisione di procedure, disegno e possibili periodi di fermo della rete durante la transizione da un protocollo a un altro? Se la nostra rete oggi è stabile, sarebbe il caso di pensarci due volte prima di cambiare protocollo di routing, a meno che radicali cambiamenti nel modo in cui la rete è costruita indichino che ciò sia un'importante mossa da compiere in previsione delle esigenze future.

ZAINA Ing. Carlo
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